14/01/2011
Aborto
Siccome l'articolo "venti padani" è piuttosto scabroso e teoricamente fuorviante, lo lascio decantare ancora un po' nel suo bicchiere. Quando lo posterò probabilmente verrà male interpretato, ma non importa: si scrive anche e soprattutto per dar libero sfogo a pensieri e sentimenti che altrimenti starebbero a girare e rigirare in testa col pericolo di farla implodere.
Nell'attesa dunque che l'articolo sedimenti nella cantina del mio pc, colgo l'assist di Macca e dico velocemente la mia sull'aborto. Sono favorevole, anche se quando sento dire a una donna che vuole abortire mi piange il cuore. C'è gente che darebbe la vita per un figlio e non può averne, e c'è chi rimane incinta come se prendesse un raffreddore e si libera della creatura che le nasce dentro come se si sedesse sul cesso a cagare. Robe da chiodi, ma ognuno è libero di fare quello che vuole seguendo la propria natura. Qui potrebbe scattare la critica: "Però in questo caso si decide della vita di un altro essere vivente!" Mi spiace ma non riesco a considerare ancora "essere vivente" un feto e poi se seguo il mio credo (che dice ce se un Dio esiste è dentro di noi... siamo noi) allora possiamo avere la facoltà di decidere sulla sorte di una nostra creatura: se siamo davvero magnanimi, abortire è il più grande gesto di bene che si possa compiere su questa terra. Provocazioni a parte, penso che l'aborto, come eutanasia e tanti altri temi debbano rientrare nel caso dei... casi di coscienza, dove ognuno può decidere per sè, perché certe esperienze riguardano esclusivamente la singola persona e non la morale o il sentire comune.
12:09
Scritto da: skreta
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Commenti
Bella Manser! io, come in fondo anche te, non riesco ad avere un'idea chiara e oggettiva sulla questione, e concordo pienamente sul fatto che sia cosa molto soggettiva e che varia tantissimo a seconda delle diverse situazioni. è vero anche che in certe situazioni abortire può davvero essere visto come un "gesto di bene" verso la creatura. Ma il problema va analizzato a monte, non ha deciso lui di essere li, ci vuole più responsabilità e non si può permettere di scherzare con la vita come purtroppo molti fanno!
in più, come si fa a non considerare vita un feto che sai che senza altri iterazioni esterne ti porterà un figlio, come si può definire un confine... quando è vita e quando non lo è?
ciao e grazie dell'articolo
Scritto da: Macca | 15/01/2011
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