30/05/2008
Spazio agli scrittori
Tempo fa scrissi due righe estemporanee al sindaco Massimo Pinardi ricordando una simpatica iniziativa del 1999 che si prefiggeva di sdoganare i poeti argilesi. Venne fatta una presentazione dove furono lette le poesie e fu realizzato un opuscolo con i versi dei partecipanti. Ora, non so se da allora sono state fatte altre iniziative simili e io non ne sono a conoscenza, ma riproporre eventi come questo mi sembra molto interessante. "Festival degli scrittori e dei poeti argilesi" si potrebbe chiamare. E sono sicuro che parteciperebbero persone insospettabili, perché tante volte "l'ars poetica" è dentro di noi e aspetta solo l'occasione giusta per manifestarsi. Mi rivolgo quindi all'assessore alla cultura e a Angelo in particolare, visto che segue il blog: Cosa ne pensate? Avete mai pensato di istituire un concorso o una manifestazione con queste caratteristiche? Un saluto.

11:10
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27/05/2008
PRIVACY
C'è una legge che tutela la "privacy". Trovo buffo che questa famosa privacy neanche esistesse prima che la chiamassero appunto PRIVACY. E' un'invenzione del governo? Boh. Siamo diventati tutti dei numeri, come se la tecnologia, il progresso e l'omologazione non ci avessero già abbastanza standardizzati. Quando accompagno mio nonno a una qualche visita in qualche ospedale, spesso si indigna per essere chiamato "ore 11 e 30" o "N45" anzichè "Bovina Rinaldo". Trovo abbia ragione. Anche perchè in tutta questa "privacy" ci sono tanti ridicoli controsensi. L'unica privacy che potrebbe avere senso è quella che non viene rispettata per esempio negli ambulatori medici a Castello d'Argile. Se siete "tassinariani" vi sarà capitato di attendere in sala d'attesa quando c'è poca gente e magari pure poco loquace: si può scoprire che Tizio ha due emorroidi grandi come palline da golf, Caio ha lo scroto infiammato e Sempronio problemi incurabili di traspirazione. Ecco la "privacy"! Mia nonna, pace all'anima sua, diceva sempre: "Andé ben a fer dal pugnàt!". Grande nonna.
13:04
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22/05/2008
Raccolta indifferente
Mi riallaccio al post precedente per proseguire il discorso sulla raccolta differenziata dei rifiuti; voglio raccontare un aneddoto risalente a oltre una decina di anni fa, quando per diversi mesi ho svolto le mansioni di operaio comunale presso il Comune di castello d'Argile. Già allora si faceva la raccolta dei medicinali scaduti e delle pile scariche in appositi contenitori e ogni tot tempo noi operai passavamo a raccogliere i sacchi pieni, i quali poi depositavamo in magazzino. Una volta mi capitò di eseguire l'ordine di portare via i sacchi di medicinali e di pile, così caricai il mio super splendido Apecar e partii. Dove andai?, vi chiederete. Ad un inceneritore a Bologna o nei suoi dintorni. Ora i ricordi sono un po' sfuocati ed essendo io uno che tende a pensare male delle cose e della gente potrei anche non aver capito bene come veniva trattato il materiale consegnato (ripeto: pile e medicinali scaduti) ma se tutto fosse poi stato bruciato... siamo a posto! Ma a parte questo, che potrebbe essere avvenuto secondo un preciso e corretto iter, un altro dubbio attanaglia la mia mente paranoica: nel magazzino in questione, all'epoca si stoccava di tutto e i rifiuti rimanevano per mesi; pile, medicinali, batterie, ecc. venivano conservati tutti assieme in un sito unico a Argile. Un incendio avrebbe causato una piccola Chernobyl... Brividi. Ma forse come sempre esagero visto che c'è chi deve gestire con competenza le questioni a cui il suo ruolo è pedisposto. Forse.

16:00
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16/05/2008
Ecoignoranti
Dopo l'ultimo post faceto, torno serio per un attimo. Capita spesso, girando per un qualsiasi paese o città della nostra bella Italia, di vedere fuori dai cassonetti rifiuti ingombranti: sedie, tavole, reti metalliche, ecc. Molti smaltiscono in questo modo anche televisori, pc, stufe, frigoriferi. Chi agisce in questo modo non sempre pensa a quello che sta facendo. Nel caso di tv e pc, si tratta di rifiuti considerati pericolosi in quanto al loro interno si trovano quantità di piombo e metalli pesanti che vanno a inquinare l'ecosistema arrivando sotto varie forme fino all'uomo e danneggiando in particolare i bambini. Ci sono le discariche apposite per consegnare ingombranti generici e pericolosi. Ma purtroppo la cultura media dell'italiano medio in materia di raccolta differenziata è ancora piuttosto trogloditica. Come fare allora per sensibilizzare questo esercito (temo sia un esercito!) di ecoignoranti? Depliant, pubblicità, incontri sul tema e magari anche una bella e robusta multa per chi non smaltisce correttamente potrebbero servire. Proprio ieri qualcuno aveva scaricato un televisore (con vetro rotto!!!) nell'area ecologica di fianco all'asilo nido. Può darsi che chi lo abbia messo lì lo abbia fatto senza pensarci, ma è proprio questo che dà fastidio: la leggerezza e la stupidità con le quali agiscono spesso le persone, senza pensare che un semplice televisore smaltito scorrettamente può fare molti più danni di quanto si pensi. Siate bravi, please.

14:07
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14/05/2008
UN PO' DI STORIA

La storia di Castello d’Argile ha inizio con una leggenda. Si narra infatti che due fratelli, Ginòn e Mavrèn, vennero trovati nella foresta da una leonessa e da essa svezzati. Il maschio della leonessa (quello stesso che fa bella mostra di sé all’entrata del Municipio) li crebbe insegnando loro principi di lealtà e coraggio. Una volta adulto Ginòn decise di fondare un villaggio sulle rive del fiume Reno; con il terreno argilloso della zona costruì un piccolo agglomerato di case che battezzò con il nome di Argille. Mavrèn invece si era spostato più verso Felsina (l’attuale Bologna) e imitando il fratello aveva fondato Argillato (oggi Argelato). In epoca romana Argille divenne un importante baluardo contro le aggressioni barbariche all’Impero, aggressioni che venivano dalla vicina Pieve (allora Buzzurria) e dai Pivini o Buzzurri. Fu in questo periodo che ad Argille vennero erette fortificazioni e scavato un largo fossato lungo tutto il perimetro del villaggio. Nel tardo Medioevo, sotto il dominio del noto feudatario Pierino da Marindula (da cui il nome Marindulani spesso usato per indicare gli Argilesi) venne costruito un imponente castello e Argille assunse l’attuale denominazione: Castello d’Argile. Il castello di Marindula andò poi distrutto da un terremoto nel tardo Cinquecento. Per il resto è storia recente: dopo la Seconda guerra mondiale venne innalzato un muro per isolare i Pivini, i cui abitanti tentavano spesso incursioni suicide e lanciavano razzi (più che altro raudi, castagnole e tric trac) da postazioni nascoste. Con la caduta del muro di Berlino un certo clima di serenità parve insinuarsi anche tra Pivini e Argilesi e nel 1990, in occasione della semifinale dei Mondiali di calcio tra Italia e Argentina, i sindaci dei due paesi firmarono la pace con i famosi Accordi di Mascarino. Il muro venne abbattuto un anno più tardi. Oggi la convivenza tra Pivini e Argilesi sembrerebbe pacifica, ma tutti sanno che può bastare un niente per far esplodere la polveriera. E questa volta si rischierebbe la Terza guerra mondiale.
11:35
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09/05/2008
Pericoli reali e immaginari (I)
Primo post dedicato ai pericoli reali o immaginari (ovvero creati dalla mia mente paranoica) a cui può andare incontro un Argilese passeggiando per le vie del paese. Il bersaglio dell'articolo odierno è il campanile. Sarà perché anni fa fui testimone diretto della caduta di alcuni pezzi di pietra staccatisi dal campanile su una macchina, ma da allora ho sempre il sospetto che l'ormai vetusta costruzione non sia affatto sicura. D'altra parte però, voglio dare fiducia alle persone immaginando che siano stati fatti i dovuti controlli negli anni. Se così non fosse, credo opportuno ristrutturare il campanile e anche la chiesa, che mi pare (mi pare!) non goda di ottima salute ai lati dove sono posizionate (e per fortuta "recintate") le statue dei santi. Ora, che uno dei miei sogni ricorrenti sia quello che il campanile mi crolla addosso non so se è da associare alle pietre viste cadere anni addietro o se invece è solo una proiezione onirica del mio agnosticismo e della mia antireligiosità, però resta un fatto: il campanile è vecchio e se non è stato fatto bisogna metterlo in sicurezza prima che ci scappi il santo, ehm, il morto. E se è solo una paranoia meglio (o peggio) per me, ma le paranoie sono come le leggende: entrambe conservano un fondo di verità. Ascoltiamole...

14:15
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06/05/2008
Arrivano gli Erzen Angels
Intanto avverto tutti gli amici che passano di qua, argilesi e non, e tutti coloro che fossero interessati all’argomento, che stasera al teatro comunale si terrà un’interessantissimo incontro su vandalismo e microcriminalità a Castello d’Argile. Ringrazio Angelo per avermi segnalato l’evento e vi invito a partecipare numerosi. Rimanendo in tema e proseguendo il discorso avviato nel post precedente, mi chiedo spesso se nelle città soprattutto straniere (non so se in Italia viene applicato il principio) che adottano la “tolleranza zero” si raccolgono frutti. Il mio parere è che nell’immediato vi sia sicuramente un ripristino della legalità e della sicurezza, ma se il pugno di ferro è troppo repressivo e ad esso non viene abbinata un’opera di rieducazione del criminale, è un po’ come buttare la spazzatura sotto il tappeto: prima o poi salta fuori. Probabilmente in regimi totalitari tipo la Germania nazista o l’Urss stalinista, ma anche nell’Italia fascista, il cittadino modello si sentiva protetto e il criminale disincentivato; poi però la brace rimaneva bella incandescente sotto la cenere e alla prima occasione l’incendio divampava violento… Stamattina ho letto sul giornale che a Bologna saranno operativi i City Angels e le ronde di An. Bisogna fare una piccola precisazione per distinguere i due gruppi: i primi sono perone più preparate, sia per quanto riguarda l’autodifesa sia per operare nel degrado, mentre i secondi sono volontari soprattutto studenti universitari. Le differenze possono anche essere rilevanti (e non sto qui ad analizzarle), ma penso che il fine che si prefiggono sia lo stesso: dare sicurezza ai cittadini, soprattutto agli anziani e ai più deboli. Prendendo spunto da questa notizia, butto lì una proposta al sindaco Pinardi e alle Forze dell’ordine: perché non fate un pensierino sull’istituzione degli Erzen Angels? Potete leggerla come una battuta o una provocazione, ma siccome polizia municipale e carabinieri non possono garantire un monitoraggio capillare e continuo del territorio, gruppi organizzati di persone potrebbero farne le veci. Ho già anche immaginato la divisa e l’armamentario… Pettorina e baschetto, cellulare per avvisare polizia e carabinieri, torcia elettrica, macchina fotografica, spray urticante e bloc notes. Obiettivi? Controllare parchi e luoghi pubblici fungendo da deterrente contro vandalismo e altri possibili fatti criminosi, instaurare un dialogo con i giovani per strada, dare sicurezza agli anziani che magari vanno a prendere la pensione, svolgere tante altre mansioni utili. La mia è stata un’idea estemporanea che può anche far sorridere (vabbè dai, magari si potrebbero chiamare diversamente da Erzen Angels) ma ci farei un pensierino. Forse, abbinando le persone alle telecamere (che ho sentito verranno installate in più zone del paese), si potrà fare qualcosa di importante. Fatemi sapere cosa ne pensate. Ciao ciao.
13:39
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30/04/2008
Vandalismo e famiglia
Settimane fa , Castello d'Argile è stato teatro di un episodio vandalico che ha destato scalpore in tutta la comunità. Mi è giunta voce che mani ignote avessero scritto con vernice spray frasi di una stupidità aberrante sui muri della chiesa e sotto Porta Pieve. A questo fatto avvilente aggiungo altri episodi avvenuti negli ultimi tempi: la rottura dei lampioni al percorso vita e il continuo scempio di giochi per bambini nei parchi, senza contare altri vandalismi che sicuramente mi saranno sfuggiti. Ogni volta che apprendo o constato di persona quanta ignoranza, frustrazione e Vuoto (con la V maiuscola) può esprimere un cervello umano, mi sento quasi mancare, impotente, inerme. Nel caso-chiesa dopo aver provato un fremito di rabbia, è nata in me una crescente pena nei confronti dell'autore o degli autori di un tale scempio e il mio pensiero è andato alle famiglie di questi "eroi". Si possono considerare co-responsabili? Che valori, che tipo di educazione potranno mai dare (o hanno dato) genitori che "producono" una simile genia di geni? Probabilmente non ho le basi psicologiche e sociologiche per approfondire il discorso e trovare magari una risposta, ma mi vien tanto da fare un parallelo con il terrorismo (di qualsivoglia origine e natura): i terroristi agiscono al buio perché il buio fa più paura, non sono in grado di affrontare la luce perchè non conoscono il linguaggio dell'intelligenza e del confronto e fanno proseliti dove il terreno è arido. Vandalismo e terrorismo sono quindi parenti molto stretti. Ma ritornando al problema educazione, un altro atroce dilemma mi si insinua tra i cunicoli della mente: anche io in passato ho fatto qualche scarabocchio sui muri di cui potrei e dovrei vergognarmi (più che altro roba del tipo "Ciccina ti amo" che comunque non rende meno grave la mia colpa), e anche io ho avuto pulsioni diciamo sovversive; anche a me è venuta spesso voglia di mandare a fanculo Stato, Chiesa e loro rappresentanti magari scrivendolo proprio su un muro; anche a me ha affascinato l'idea che un atto violento (non dico vandalico) potesse fare tanto rumore e svegliare qualche coscienza. Il dilemma è proprio questo: sono dunque migliore (o meglio, sono stato migliore) del vandalo che scrive "Fanculo qui, a morte là"? E la mia famiglia può quindi considerarsi più sana della "famiglia vandalica"? Oggi mi ritengo una persona matura, sensibile e profonda, ma per arrivare a questo stadio da giovane ho rasentato, per non dire sguazzato, nel buio dell'ignoranza. E quindi? E quindi... qui a forza di pensare si rischia di impazzire. L'unica conclusione che mi sento di dare prima di "strippare" è questa: 1) Chiunque abbia compiuto l'infame gesto andrebbe perdonato e non messo al rogo, ma ovviamente aiutato ad annaffiare il giardino (ora secco ma potenzialmente rigoglioso) che ha in testa; 2) Forse, non è detto che la famiglia sana sia garanzia di educazione sana e viceversa. Agli esperti l'ardua sentenza! :-)
15:25
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29/04/2008
C'era una volta
C'era una volta la Baracchina dei Ramponi con la ghiaina per terra e di fianco i Giardini, un piccolo gioiello di verde, con il sentierino e le panchine di legno. Oggi c'è la gelateria di "Porta Bologna" e al posto dei Giardini un parchetto, se così posso chiamarlo, asettico e incolore, con un muretto circolare che sembra simboleggiare un grande zero, o un cratere, quello stesso cratere dove è finita la bellezza che c'era prima. C'era una volta il "Torneo dei bar", una delle massime e più divertenti espressioni di folklore paesano; c'era Pippone che giocava scalzo, Romoletto Francia, Tugnèn Manezza... All'epoca, sia la Baracchina, sia le tribune del campo per il torneo erano gremite di gente. Ah, che bei ricordi. Oggi non c'è più nessuno in giro e il "Torneo dei bar", dopo aver agonizzato per qualche anno, non si fa più. Certo, la tv satellitare, il pc e tutto il progresso che volete, avrà influito moltissimo in questa mutazione sociale, ma tornando al primo post che ho scritto, Argile è cambiato perché Argile non è più un paese. E i nostalgici come me devono prenderne atto. E allora... onoriamo e ricordiamo il passato per vivere bene il presente. Alla prossima.

11:41
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28/04/2008
Obiettivi di questo blog
"Dove vuole andare a parare?" si chiederà qualcuno dopo aver letto il post precedente. Allora non mi sono spiegato bene forse. Non ho nessun fine recondito, se non quello di dare una mano, nel mio piccolo, a migliorare il paese, prendendo quello che c'è di buono (se c'è!) dai miei consigli, dalle mie osservazioni e dalle mie riflessioni. Mi piacerebbe essere preso sul serio (come potete vedere nel box a lato ho altri blog e siti "leggeri", ma questo è l'unico con intenti seri) e far nascere l'interesse di sindaco, assessori, consiglieri e cittadini. Sarebbe bello trovare commenti, repliche, spiegazioni, approfondimenti da parte sia dei diretti interessati sia degli "indiretti" interessati. Questo blog vuole essere come l'Argile del futuro: un crogiolo di pensieri e opinioni diverese che però si trovino d'accordo su un obiettivo comune: l'evoluzione culturale e morale affinché l'utopia di un mondo migliore non sia più appunto utopia.
16:37
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Addio Castello d'Argile. Benvenuto Castello d'Argile.
Castello d'Argile è il paese dove vivo da sempre. Tra qualche anno probabilmente diventerà una cittadina. Già, Castello d'Argile si sta espandendo, crescono case come funghi, gli abitanti aumentano in maniera esponenziale, le aziende investono nel territorio. Per fortuna, diranno molti. Purtroppo, dico io. Ma solo perché sono legato all'idea romantica del paese di una volta, quello che mi raccontavano i miei nonni e i miei genitori, quel paesello ameno ricco di personaggi felliniani; esisteva ancora quel paese quando sono nato io trentatrè anni fa, ma è pian piano scomparso lasciando il posto ad un'entità astratta, un interland cittadino privo di anima. Gran cosa l'integrazione, non discuto; bellissimo che possano convivere nello stesso territorio Napoletani con Toscani, Ferraresi con Centesi, Pakistani con Cinesi (sempre che ci sia ovviamente una politica d'integrazione che faccia incontrare le varie culture), ma qui il mio discorso è un altro. Io dico solo che amavo il mio vecchio Argile, e non mi riconosco più nel nuovo. Ok, il vecchio Argile è morto e non bisogna vivere nei ricordi. Bisogna guardare al futuro, al progresso, alle nuove generazioni (ibride) argilesi. E allora facciamolo. Facciamo in modo che questo Paese diventi un buon posto dove vivere (non che ora si stia male, sia chiaro), educhiamo i giovani affinché capiscano che avere una coscienza civica, civile, ecologica, sportiva... può migliorare il Paese. E quando hai migliorato il Paese, puoi anche cambiare il Mondo.
15:45
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