Anarchy in the C.d.A.

Cari amici e non, rieccomi qua con un altro libretto fresco fresco di stampa. A dire il vero non è ancora pronto, ma tra pochi giorni sarà disponibile per tutti coloro che vorranno dare una spolveratina al cervello; non siete tanti, lo so, d’altra parte sono anni che vi conosco, voi e il vostro habitat, ma tranquilli: vi voglio bene sia che siate persone curiose, argute e intelligenti, sia che siate ignorantoni ottusi. Anzi, forse proprio voi che appartenete a quest’ultima categoria mi stimolate e appassionate continuamente alla riflessione e conseguentemente alla scrittura o ad altre forme artistiche. A qualcuno starò probabilmente sui coglioni; ad altri sarò indifferente; per pochi spiriti affini so di essere una piccola lucina in una buia notte d’inverno. Presunzione o meno, scrivo anche perchè quella lucina diventi sempre più intensa e riscaldante. Non è facile quando gli amici ti dicono: “Ancora un altro libro?! Non è ora che ce la dai su?” Cosa vuoi rispondere? Sospiri, alzi gli occhi al cielo e speri che l’inverno che hanno dentro passi prima o poi… Mi vengono in mente le parole della Susi, la barista del bar 88: “Ma come? I tuoi amici non comprano i tuoi libri? Chi ti conosce non li compra? Non ci posso credere! Se in Cina uno scrive un libro, tutti lo comprano, è un evento, a prescindere (vabbè la Susi non credo che conosca il verbo prescindere, però per farvi capire…) dalla bravura o da quello che scrive. Impressionante!” Eh sì, fa un po’ impressione a chi non è abituato a questa cappa di Vuoto. Sto divagando. Volevo solo promuovere il mio ultimo libretto. Costa 12 euro ma ve lo propongo a 10. Lo dedico a voi che se foste… cinesi, lo avreste prenotato prima ancora che lo scrivessi!

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Scrivere un libro con passione su una grande passione. Lo ha fatto l’autore di questa opera che parla di emozioni, sofferenza, riscatto, rinascita. Un libro atipico dove il passato, il presente e il futuro di chi scrive si intrecciano e fanno i conti con il mondo del calcio e la società attuali, universi speculari e purtroppo alla deriva. L’unica speranza sembra venire dalle generazioni in erba, ma salvaguardarle dal degrado morale e spirituale degli adulti appare impresa disperata. Manservisi tenta, tra le pagine e i capitoli di questa “storia di vita”, di suggerire una via d’uscita, via che può essere trovata solo anarchicamente, ovvero seguendo il proprio cuore e rifiutando l’omologazione a uno status quo che sembra il preludio alla vera fine del mondo.

 

DALLA QUARTA DI COPERTINA…

 

E già che siamo all’inizio, voglio fare una premessa molto importante: questo libro parla di calcio, ma è come se parlasse di qualsiasi altro sport o passione. Questo libro è per chi ama il calcio, per chi lo odia e per chi se ne frega. Questo libro parla di VITA e le sue pagine gridano, in particolar modo ai giovani e ai loro genitori, una specie di implorazione: LEGGETEMI! Ne vale la pena, sempre che leggere abbia a che fare con la sofferenza piuttosto che col piacere.

 

(Simone Manservisi)

 

 

Sono passati venticinque anni, e da allora ho sentito un miliardo di suoni e di rumori. Ma il Thumm! del pallone che impattava con il collo del mio piede destro e il Flosccc! della rete che si gonfiava un attimo dopo ce li ho ancora qui, nelle orecchie, come se avessi colpito quel pallone questo pomeriggio.

Questo libro è per chi ha ancora quei bellissimi suoni nelle orecchie. E nel cuore.

 

(dalla prefazione di Gianluca Morozzi)

Anarchy in the C.d.A.ultima modifica: 2012-10-22T13:02:17+02:00da skreta
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