Anarchy in the C.d.A.

Cari amici e non, rieccomi qua con un altro libretto fresco fresco di stampa. A dire il vero non è ancora pronto, ma tra pochi giorni sarà disponibile per tutti coloro che vorranno dare una spolveratina al cervello; non siete tanti, lo so, d’altra parte sono anni che vi conosco, voi e il vostro habitat, ma tranquilli: vi voglio bene sia che siate persone curiose, argute e intelligenti, sia che siate ignorantoni ottusi. Anzi, forse proprio voi che appartenete a quest’ultima categoria mi stimolate e appassionate continuamente alla riflessione e conseguentemente alla scrittura o ad altre forme artistiche. A qualcuno starò probabilmente sui coglioni; ad altri sarò indifferente; per pochi spiriti affini so di essere una piccola lucina in una buia notte d’inverno. Presunzione o meno, scrivo anche perchè quella lucina diventi sempre più intensa e riscaldante. Non è facile quando gli amici ti dicono: “Ancora un altro libro?! Non è ora che ce la dai su?” Cosa vuoi rispondere? Sospiri, alzi gli occhi al cielo e speri che l’inverno che hanno dentro passi prima o poi… Mi vengono in mente le parole della Susi, la barista del bar 88: “Ma come? I tuoi amici non comprano i tuoi libri? Chi ti conosce non li compra? Non ci posso credere! Se in Cina uno scrive un libro, tutti lo comprano, è un evento, a prescindere (vabbè la Susi non credo che conosca il verbo prescindere, però per farvi capire…) dalla bravura o da quello che scrive. Impressionante!” Eh sì, fa un po’ impressione a chi non è abituato a questa cappa di Vuoto. Sto divagando. Volevo solo promuovere il mio ultimo libretto. Costa 12 euro ma ve lo propongo a 10. Lo dedico a voi che se foste… cinesi, lo avreste prenotato prima ancora che lo scrivessi!

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Scrivere un libro con passione su una grande passione. Lo ha fatto l’autore di questa opera che parla di emozioni, sofferenza, riscatto, rinascita. Un libro atipico dove il passato, il presente e il futuro di chi scrive si intrecciano e fanno i conti con il mondo del calcio e la società attuali, universi speculari e purtroppo alla deriva. L’unica speranza sembra venire dalle generazioni in erba, ma salvaguardarle dal degrado morale e spirituale degli adulti appare impresa disperata. Manservisi tenta, tra le pagine e i capitoli di questa “storia di vita”, di suggerire una via d’uscita, via che può essere trovata solo anarchicamente, ovvero seguendo il proprio cuore e rifiutando l’omologazione a uno status quo che sembra il preludio alla vera fine del mondo.

 

DALLA QUARTA DI COPERTINA…

 

E già che siamo all’inizio, voglio fare una premessa molto importante: questo libro parla di calcio, ma è come se parlasse di qualsiasi altro sport o passione. Questo libro è per chi ama il calcio, per chi lo odia e per chi se ne frega. Questo libro parla di VITA e le sue pagine gridano, in particolar modo ai giovani e ai loro genitori, una specie di implorazione: LEGGETEMI! Ne vale la pena, sempre che leggere abbia a che fare con la sofferenza piuttosto che col piacere.

 

(Simone Manservisi)

 

 

Sono passati venticinque anni, e da allora ho sentito un miliardo di suoni e di rumori. Ma il Thumm! del pallone che impattava con il collo del mio piede destro e il Flosccc! della rete che si gonfiava un attimo dopo ce li ho ancora qui, nelle orecchie, come se avessi colpito quel pallone questo pomeriggio.

Questo libro è per chi ha ancora quei bellissimi suoni nelle orecchie. E nel cuore.

 

(dalla prefazione di Gianluca Morozzi)

Volontariato in piazza 2012

Lo scorso 9 settembre si è svolta l’edizione 2012 della festa delle associazioni di volontariato. Quest’anno però non è stata piazza Gadani ad ospitare pubblico e volontari, bensì il parco Giovannini. Il bel tempo e il clima fraterno dato dall’evento hanno portato molta gente tra i tanti stand presenti. Nel pomeriggio, allo stadio Vicente Calderon, era stata inaugurata la manifestazione con l’incontro di calcio tra le squadre nazionali del Mali e del Resto di Argile. Quest’ultima era così composta: Cherni padre, Macca, Gamba (Petazzoni), Scognamiglio, il Sindaco, Simone Cortesi, Vaporidis, Manser, Mauro Giovannini, Idris e Abdul (in prestito dal Mali). Arbitro: Cherni figlio. Per la cronaca la vittoria è andata ai maliani dopo i calci di rigore (3 a 3 il risultato dopo i tempi regolamentari).

Di seguito alcune immagini della festa.

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CARA(B)BINIERI

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Mi chiedo come sia nata la leggenda del carabiniere intronato (l’intronato per antonomasia!) che diviene protagonista delle barzelle nazional-popolari. Ci sarà forse stato qualche rappresentante della Benemerita che ha avuto la sfiga di fare o dire la cosa sbagliata al momento sbagliato tanto da trasformarsi in oggetto di dileggio e mettere così alla berlina un’intera categoria, ma a me hanno sempre dato fastidio le barzellette sui carabinieri. Le trovo stupide e forzate. Come quel film inutile e irritante del 1981 con Abatantuono, Montagnani, Luotto, Bracardi e compagnia bella: “Carabbinieri”.

   L’Arma dei Carabinieri merita rispetto. Però bisogna che il rispetto se lo guadagni, in particolare tra i giovani, che dopo vent’anni (da quando cioè ero adolescente io) ancora percepiscono gli uomini in divisa come dei nemici. “Caramba”, poliziotti, vigili urbani, finanzieri appaiono troppo lontani dai comuni mortali a mio avviso. Perché questo? Perché forse manca un ponte di collegamento, manca un dialogo tra noi e loro, tra tutori dell’ordine e cittadini. Loro sembrano ancora troppo legati ai governanti, ai politici e politicanti che vivono su piedistalli. Potrebbero, secondo me, mostrarsi più indipendenti dai rappresentanti dello stato (quelli sì che sono gente da barzelletta!), avvicinandosi maggiormente ai cittadini, creando così un senso maggiore di fiducia e sicurezza. Avviare in pratica una collaborazione attiva che può solo essere propositiva.

   Perché i carabinieri non vanno nelle scuole a fare lezione? Ad amicarsi i bambini? Sì, magari qualche volta ci vanno, ma se lo facessero più frequentemente e riuscissero a mostrare la passione che mettono nel loro lavoro (perché uno che fa il carabiniere DEVE per forza farlo con passione), ispirerebbero nei giovanissimi un senso di rispetto della legge e legalità che si rifletterebbe positivamente nella società futura.

   Perché i carabinieri non stanno maggiormente a contatto con i cittadini in generale? Raccogliendo magari pareri, impressioni, delazioni! Perché non hanno un sito (argilese) dove poter interagire, lamentarsi, proporre? Perché non stanno tra e con noi?

   Forse perché, gira e rigira, questa è l’Italia: ognuno fa il suo compitino e nessuno ha voglia di cambiare le cose, anche perché QUI cambiare le cose per i matti che ci provano è come prendere un aliante per andare sulla luna.

   Questo articolo (come quello precedente in cui tiravo in ballo la polizia municipale) non è una critica indirizzata ai “nostri” carabinieri e vigili. Ho solo fatto un discorso generale per esternare qualche pensiero e buttare giù qualche proposta, qualche seme che magari, chissà, potrebbe dare frutti. O forse no. “Ti impegni, sudi e con amore corri in bicicletta” cantava Fred Boscaiolo, “in ‘sto Paese tutto finisce in barzelletta.”

TUTTO IL MOND…EZZAIO E’ PAESE

 

Quello dell’inciviltà è uno dei tanti problemi che affliggono il nostro Paese modello Titanic, inteso sia come Argile che come Italia. Anche nel gruppo “Castello d’Argile” di Facebook (termometro più o meno attendibile della “temperatura” marindulana) ci si imbatte spesso in segnalazioni di comportamenti imbecilli e sanzionabili: vedi il deposito di rifiuti fuori dai cassonetti o all’esterno della discarica, cacche di cane non raccolte, piccoli grandi vandalismi, ecc. Per quanto riguarda i rifiuti, leggo quotidianamente sul Carlino che Bologna è messa molto peggio; d’altra parte la città, essendo molto più grande di un paese, è esponenzialmente più soggetta alla maleducazione. E anche meno controllabile forse. Mentre qui, nella bucolica periferia bolognese, sarebbe teoricamente più facile “estirpare” certe erbacce cattive. Faccio un esempio: c’è chi mette il “rusco” accanto alla croce vicino all’asilo pensando che tanto, chi se ne frega!, qualcuno che lo raccoglie c’è sempre. Io credo che se le cose funzionassero come si deve, gli autori di cotali “furbate” ci metterebbero due secondi a reindirizzarsi sulla retta via. Se le cose funzionassero come si deve, basterebbe che il Comune tramite la Polizia Municipale intervenisse a casa dei “mardoni” e cioccasse loro una di quelle multe da far perdere i sensi. Non dovesse bastare si potrebbe passare a, che so, pignoramenti, o all’obbligo di svolgere alcune ore alla settimana di volontariato (pulendo magari il paese!), o alla frequentazione  coatta dei corsi di educazione del Dottor Manser, fino a sanzioni penali. Nel 90% dei casi credo comunque basterebbe la multa. Tempo fa anch’io avevo segnalato ai vigili un ceffo che in via Vivaldi svuotava casa portando ogni rifiuto possibile e immaginabile accanto al cassonetto. Avranno fatto qualcosa? Mah! Spero di sì. Se le cose funzionano come nel resto d’Italia, c’è da mettersi le mani nei capelli o meglio ancora sui maroni. Sarò un ingenuo, ma secondo me basterebbe così poco per far funzionare bene l’Ingranaggio… Basterebbe che ci fossero leggi decenti da far rispettare. Basterebbe che i colpevoli pagassero le proprie colpe. Basterebbe eliminare la burocrazia. Ma soprattutto basterebbe che ognuno facesse al meglio il proprio dovere. E con questo vi saluto. Quando tornerò dalle ferie a Poggio Rusco vi parlerò di… carabinieri.

E LA FIRA?

Cum’ela andéda la Fira? Gli organizzatori si sono detti soddisfatti. L’afflusso secondo loro è stato buono. L’incasso dello stand gastronomico pure. A molta gente è piaciuta la nuova ubicazione della kermesse argilese. Qualche ambulante non è stato contento, ma vendere elicotteri giocattolo a 25 – 60 euro o sapone di marsiglia, in tempo di crisi difficilmente può diventare un business. Diverso il discorso per i mastri birrai, che quando circolano nei paraggi gli amici di Tony Stantuffo difficilmente vanno in rosso. Anche a me non è dispiaciuta la “nuova” Fiera di Luglio accanto all’Aqua Vip Summer, ma resto del parere che tra le mura paesane abbia tutto un’altro fascino. Ad ogni modo l’area accanto all’ex Acuna Matata rimane una zona dalle grandissime potenzialità, che si possono sfruttare per feste, concerti, sagre, meeting, presentazioni, eventi, ecc. Alla prossima cari compaesani. Buone e “evolutive” vacanze a tutti.

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Immagini dall’Erzen Beer

Si è conclusa positivamente un’altra edizione dell’Erzen Beer. Purtroppo il tempo “birichino” ha leggermente frenato l’afflusso di gente nelle ultime due giornate, ma le presenze sono state comunque numerose. Il ricavato andrà ai terremotati di San Carlo. Di seguito alcune immagini rubate qua e là dal nostro  inviato Snif, che dopo essere stato licenziato dalla “stampa sportiva” è stato assunto in pianta stabile dal blog Vivo Argile insieme a Onan e Big Mike. Ora lavoreranno sotto scorta grazie al P.P.P. Programma Protezione Pisquani che ci hanno gentilmente concesso i servizi segreti comunali per evitare altri attentati di stampo mafioso come già successo recentemente al nostro caporedattore.

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Fiera di Luglio 2012

Si sta avvicinando l’annuale appuntamento estivo con la Fiera di Luglio. Quest’anno si svolgerà il 13, 14 e 15 luglio presso il parco dell’Acqua Vip Summer (ex area Acuna Matata) in via Maddalena 4. Sarà interessante vedere come si svilupperà la kermesse lontano dalla solita location della piazza, che per i noti problemi causati dal terremoto non è stata utilizzata precauzionalmente. I presupposti perchè venga fuori una bellissima festa ci sono tutti. Partecipate numerosi!

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TREMA MONDO!

Da due settimane siamo alle prese con un evento sismico che nessuno avrebbe mai immaginato, almeno di questa portata; siamo stati tutti colti alla sprovvista e siamo ancora quasi increduli e impauriti. Le sensazioni che provavano i nostri nonni sotto le bombe della Seconda guerra mondiale le proviamo noi oggi: ansia, inquietudine, insicurezza, paura di quel boato che può arrivare da un momento all’altro e lasciare vittime e macerie tutt’intorno. Il terremoto, anzi i terremoti che da giorni flagellano la nostra terra hanno fatto purtroppo vittime e danni enormi al patrimonio culturale, economico ma soprattutto alle abitazioni di migliaia di persone che ora si trovano sfollate in tendopoli; vista com’è andata all’Aquila e in altre zone terremotate nel passato, hanno sicuramente molti più incubi di quanti potrebbero avere…

Rispetto a quello che hanno subito comuni limitrofi come Pieve e Cento, Castello d’Argile è stato fortunato. Finora. Si spera lo sia anche in caso di future scosse, quelle che mettono ancora angoscia e fanno pernottare tantissima gente fuori di casa, in tende, camper, automobili. Non so cosa dica la stima dei danni nel nostro paesello: ho sentito dire di crepe in chiesa e scherzando ma non troppo ho scritto su facebook che il campanile sembra essersi inclinato. Non vivendo in un paese terzomondista del Sud (senza offesa per il Sud) ma a Argile, penso che saranno state fatte le opportune verifiche da chi di dovere. Pur fidandomi sempre il giusto delle persone in generale, mi sento abbastanza tranquillo in tal senso. Anche per quanto riguarda le scuole elementari l’auspicio è che siano state controllate nei minimi particolari e considerate sicure anche in caso di scosse forti quanto quella di lunedì se non più forti, perché un conto è se crolla un casolare di campagna e un conto è se crolla una scuola in orario di lezione.

Lo sciame sismico (parolina così eufonica ma che evoca ormai timori atavici) ha fatto scattare in tutti noi quel senso di solidarietà troppo spesso sopito nel normale e spesso egoistico vivere quotidiano. Anche le differenze religiose e culturali sembrano essersi momentaneamente azzerate per riportare l’uomo all’unica vera razza a cui appartiene, la razza umana appunto. Però… Anche in questo caso ti viene da riflettere non poco sul tema dell’immigrazione. Vai a Cento e vedi che al palazzetto dello sport e nelle tendopoli ci sono quasi esclusivamente extracomunitari. Perché? Me lo chiedo senza dare giudizi, solo per capire. Hanno davvero tutti l’abitazione lesionata? Ci vanno perché il comune dà loro pasti gratuiti e soldi? E’ vero che PRETENDONO “menù religiosi” nonostante l’emergenza? Sono domande legittime che se dovessero avere una risposta in senso negativo è il caso di preoccuparsi. Non per loro, che tra molti arroganti “incompatibili con la nostra cultura” ci sono molti poveri cristi (si fa per dire) bravi e integrati. Il problema è chi ci governa, branco di incapaci che non sanno fare il proprio mestiere. E qui chiudo la parentesi.

Insomma, questo terremoto, sembra quasi essere un monito della Natura che ci avvisa: “Tu uomo, piccolo patetico parassita che infesti questo pianeta, attento o posso spazzarti via in un nonnulla!” Ci sentiamo tutti più umili, piccoli e inermi in questi giorni e tra i tanti drammi e disagi che provoca questa situazione, potremmo vederla come un nuovo punto di partenza dal quale reindirizzare le nostre vite. Spero che queste scosse scuotano le coscienze della gente. Spero che lo spirito e il cervello di ognuno di noi, ad assestamento compiuto (in tutti i sensi), ripartano con nuovo vigore. Spero che dalle macerie le persone risorgano più altruiste e meno disposte a vivere del superfluo. Spero che, come direbbe il Raffo Morelli, sapremo elaborare il trauma (il tremito…) e iniziare davvero a vivere nel vero senso della parola. Trema mondo! E svegliati!!!

Tony intervista Manser

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Sul nuovo periodico underground argilese “Là Erzen”, diretto dal famoso guru Colui, è uscito in questi giorni un articolo storico, non tanto per il contenuto, quanto per l’inedita accoppiata intervistatore-intervistato. L’inviato del giornale, il discusso, eccentrico ed imprevedibile Tony Stantuffo, è riuscito a farsi aprire le porte (anche quelle più metaforiche e segrete) del mondo di Manser, la cui riservatezza è nota ai più. Ne è uscita una lunga intervista, intervallata da vari brindisi, dalla quale è emerso un quadro inedito del Dottore, personaggio dall’ingegno proteiforme e dalla personalità schizofrenica. Durante le due ore di conversazione sono stati trattati gli argomenti più svariati: dallo sport al sesso, dalla letteratura alla musica, dal cinema alla politica. Proprio quest’ultima interessa il blog Vivo Argile: abbiamo preso gli stralci più significativi del botta e risposta tra Tony e Manser e li postiamo ora pro vobis.

 

Tony: Come vedi il quadro politico ed economico attuale della nostra Italia?

 

Manser: Gli scenari sono cupi, ma lo erano di più mezz’ora fa quando non avevamo ancora stappato manco una birra; ora va tutto un po’ meglio… Scherzi a parte, siamo davvero in una situazione preoccupante. Se mi chiedi cosa penso di Monti ti rispondo “non lo so”. E’ lì a fare uno “sporco lavoro che qualcuno doveva pur fare” probabilmente, per rimediare a decenni e decenni di politica avida e menefreghista. Non lo so…

 

Tony: La parola “antipolitica” cosa ti dice?

 

Manser: Mi fa ridere, non esiste l’antipolitica. La politica è l’arte di amministrare, di governare al meglio una comunità di persone, senza la quale ci sarebbe il caos. Solo che il caos c’è lo stesso; quello attuale lo hanno prodotto proprio quei politici che fanno la politica dei giorni nostri. Al massimo si può essere antipolitici, nel senso di anti-incapaci. L’antipolitica è l’anarchia distruttiva. Politica la facciamo tutti in un certo senso, ogni giorno.

 

Tony: Dell’ondata di suicidi che sembrano trovare una causa scatenante nella crisi economica cosa pensi?

 

Manser: Oddio, sarò impopolare ma penso che siano più che altro colpa dei soliti giornalisti terroristi. Più parlano di un problema, più lo ingigantiscono, più creano uno spirito di emulazione in chi si trova travolto da debiti e non sa come sbarcare il lunario. “Io odio i giornalisti” direbbe puffo incazzoso…

 

Tony: Mi odi?

 

Manser: No, tu no. Anche perché sei più che altro un giornalaio. Poi non tutti i giornalisti sono cattivi giornalisti. Comunque tornando al discorso, credo che questa catena di suicidi abbia scoperchiato un vaso di Pandora che evidenzia una depressione latente provocata da una società materialista che idolatra l’avere invece che l’essere, uccidendo quella spiritualità che è il motore della vita. Spero che i tuoi lettori capiscano cosa intendo.

 

Tony: Sicuramente. A proposito di questo Bel Paese sul baratro, vuoi aggiungere qualcosa?

 

Manser: Vorrai dire questo EX Bel Paese. Lo stanno trasformando in qualcosa che nel mio immaginario di bambino non avrei mai pensato, qualcosa che nemmeno nelle favole più orrorifiche si trova nei panni di un’allegoria. Basta guardarsi intorno: delinquenza, cementificazione selvaggia, ambiente violentato, cultura derisa, educazione assassinata, meritocrazia inesistente, apologia dei “furbi”, eccetera, eccetera. Consiglio due libri per chi volesse approfondire l’argomento: “La casta” e “La deriva” di Rizzo-Stella.

 

Tony: Ma tu sei di destra, di centro o di sinistra?

 

Manser: Sono come te, di sopra. Qualche volta di sotto, spesso di dietro. Mai davanti, soprattutto se a pecora…

 

Tony: Veniamo alla politica argilese. Cosa pensi dell’attuale amministrazione? Sta lavorando bene?

 

Manser: Qui mi cogli impreparato. Difficilissimo dare un giudizio, a meno che uno non sia un assiduo frequentatore dei consigli comunali e… “viva argile” più dal di dentro. Io come “entità astratta” sono un po’ fuori e mi dispiace, ma ognuno c’ha i suoi cazzi, come si suol dire. Bisognerebbe comunque interessarci tutti un po’ di più alle vicende del paese, anche perché spesso si danno giudizi senza sapere. E’ capitato anche a me, però cerco di farlo il meno possibile, soprattutto se le mie impressioni non sono supportate da dati e fatti concreti.

 

Tony: Quindi dell’amministrazione Giovannini non ci dici nulla?

 

Manser: No. Conoscendo Michele sono sicuro che sta lavorando con impegno e serietà, facendo senz’altro cose buone e altre forse meno buone…

 

Tony: Abbiamo capito che non vuoi sbilanciarti.

 

Manser: Non è questione che voglio o non voglio sbilanciarmi, è che non so cosa mettere sulla bilancia.

 

Tony: E con quegli argilesi di vecchia data che dicono che stanno assistendo ad un cambiamento in peggio del paese sei d’accordo?

 

Manser: Beh, da un punto di vista sociale sì. Sono d’accordo con la generazione di argilesi a cui anch’io appartengo che hanno visto crescere il paese insieme ai suoi problemi. Argile non è più l’ameno paesello di una volta, magari un po’ bigotto ma tranquillo. Nasce però tutto da lontano e non saprei se sarebbe molto diverso con amministrazioni di diverso colore. Chi promette migliorie per quanto riguarda la criminalità, l’integrazione, l’educazione civica, ecc. ed è capace di metterle in pratica avrà tutta la mia considerazione ora come alle prossime elezioni. Insomma, Argile è peggiorato negli anni ma più che dare la colpa ai politici locali e alle giunte susseguitesi negli anni, la darei a quella politica di cui parlavo prima.

 

Tony: Puoi fare un esempio di qualcosa che non va?

 

Manser: Ne faccio uno piccolissimo che mi balza in mente per primo. Ci sono le telecamere fuori dalla discarica, ma sembra che per legge non si possa fare la multa a chi viene filmato a scaricare abusivamente a meno che non venga colto sul fatto. Vedi? Non ti scappa da ridere? Io penso che per far funzionare il “mondo” come si deve basterebbe così poco… Invece burocrazia e “stupideria” contribuiscono a mandare tutto a puttane.

 

Tony: Extracomunitari? Esiste il problema a Argile?

 

Manser: Guarda, secondo me non è tanto un problema di extracomunitari, il problema potrebbe (dico potrebbe!) essere quello che vengono accolte persone (siano esse magrebine, cinesi, albanesi, casertane, milanesi…) che non accettano di integrarsi. Chi non accetta usi e costumi del paese che li accoglie (pur mantenendo i propri) va fatto sloggiare. Spero però che come nella scorsa generazione, quando i meridionali si sono praticamente uniti in un’unica… razza, anche per i figli (soprattutto i figli!) di persone provenienti da culture diverse possa esserci un’integrazione che è sempre un qualcosa di indubbiamente positivo. Certo non sarà facile come tra italiani del nord e italiani del sud ma la vedo assolutamente possibile. Se la politica e la società funzionano…

 

Tony: Perché non ti butti in politica anche tu? Potresti avere buone idee.

 

Manser: Come dicevo prima, anche rispondendo a queste semplici domande sto facendo politica. Se intendi fare politica ad un livello più serio, già l’ho fatta anni fa candidando alle comunali la mia lista “Impero Argilese”.

 

Tony: Davvero? Non lo sapevo. Cosa vi proponevate?

 

Manser: Vorrai dire cosa mi proponevo! Ero l’unico in lista. Avrei avuto pieni poteri, tutti gli assessorati, il controllo delle forze dell’ordine. Come un dittatore, ma molto più buono e clemente a meno che non mi fossi fatto prendere dal delirio di onnipotenza. Avrei annesso Pieve e Argelato, costruendo un muro lungo i confini. Avrei cacciato via dall’impero chi non si comportava bene, argilesi doc o extra che fossero. Avrei instaurato un regime meritocratico. Avrei fatto tante cose buone (non solo nei proclami populisti per calamitare voti) compresa la riqualificazione dell’area sportiva dove sorge la piscina.

 

Tony: Come l’avresti riqualificata?

 

Manser: Costruendo una pista da sci!

 

Tony: Sticazzi!

 

Manser: Sono sicuro che se la mia lista non fosse stata dichiarata anticostituzionale e io non fossi stato denunciato per attività eversiva, qualche voto l’avrei preso. Dopo tutto siamo in Italia e se vengono votati in parlamento tanti coglioni, coglione più coglione meno….

 

[…]

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La bandiera dell’Impero!