Appuntamento

Copio e incollo mail di Angelo.

venerdì 13 aprile
presso il Teatro Comunale ci sarà lo spettacolo
VIAGGIO A DOROTEA
http://www.castingnews.eu/artisti/MarcoManfredi/showreel.asp
di e con Marco Manfredi

… e chi è? Direte voi
bene è un giovane attore che ha scelto Castello d’Argile per venire a
viverci.
Mi piacerebbe fargli trovare un paese accogliente, che crede in chi si
mette con coraggio alla prova con un mestiere denigrato, e che prova ad
affrontare temi che vanno un po’ oltre al cibo, il pelo e la TV….

ci sarà un biglietto (10 euro, 8 ridotto sotto i 25 anni) e la
possibilità di prenotare alla nostra e mail.

Cambiamenti epocali

 

 Guardavo tempo fa alcune foto del carnevale argilese su Facebook; era una carrellata di immagini che partiva dalla metà degli anni Settanta fino ai giorni nostri e mi ha colpito ricordare e constatare come fosse gremita la piazza in quelle vecchie edizioni alle quali anch’io, bambino, partecipavo. Fa ancor più impressione notare il progressivo e inarrestabile svuotamento della piazza con il passare dei decenni: da un centro, agli inizi, che sembrava affollato come se ci fosse il papa a dir messa sul terrazzo del municipio, ad un centro, ai giorni nostri, vuoto come a un concerto di Nino D’Angelo a Pontida. E’ la società che cambia!

   Ho sentito dire che “non ci sono più gli organizzatori di una volta”, ma mi sembra un’esternazione campata in aria. Eredi, entusiasti e gente con voglia di fare ce n’è ancora, solo che è cambiato il contesto… Osservando e prendendo spunto da quelle fotografie si può notare come sia evoluta (?) la società (e con essa il paese) nel tempo; nell’ultimo decennio poi, il cambiamento ha assunto un ritmo accelerato, caotico e aberrante dall’esplosione di internet.

   Quando la mia generazione era bambina, si usciva di casa a giocare appena finiti i compiti sul quaderno; oggi i compiti si fanno al computer e al computer si rimane a giocare anche dopo. I ragazzi, tra cellulare, tv, wii e pc, passano quasi tutto il loro tempo davanti a uno schermo. I social network stanno cambiando il mondo dei rapporti tra le persone. C’è tanto di positivo in tutto questo, ma se stanno nascendo centri specializzati per la cura di dipendenze da internet il pericolo è evidente.

   Conferma di questo apparentemente irrefrenabile svuotamento del paese l’ho avuto da una recente chiacchierata tra amici. Si era tutti d’accordo su come sia diventato più triste e vuoto Argile nonostante la popolazione sia ormai quasi triplicata in pochi anni. La baracchina dei gelati è sempre vuota: magari i gelati e l’ambiente non sono più come quando c’era la Luciana, però dov’è finita tutta questa gente? Dove va? Emigra dove c’è più vita o sta in casa a “vivere” nel mondo virtuale? Altro esempio: trent’anni fa, sugli spalti ad assistere ad una partita di Terza categoria si assiepavano centinaia di persone; oggi si può considerare “pienone” quando ce ne sono trenta. Business e tv hanno decapitato anche il calcio minore.

   Si può contrastare il generale regresso che paradossalmente porta il progresso?

   Ci manca solo che il Grande Fratello e i colleghi del “pompiere” Montag chiudano i cinema, i teatri, le biblioteche e brucino i libri ed il passo da uomini ad automi sarà definitivo. Spenta la musica rimane il silenzio, come quello cupo che ammanta la società che ci ospita, non come il silenzio e la calma che piacciono a me, il silenzio e la calma che cantano! “Ma noi cambieremo il mondo” disse Colui quella sera tra amici. “Come? Rimanendo liberi e lottando nel nostro piccolo per migliorarci, ché anche se il mondo va a puttane, qualche seme sparso qua e là prima o poi germoglierà ancora!”

PIETRE DI NEVE

L’emergenza maltempo sembra finita. Sono stati indubbiamente giorni freddissimi con nevicate che hanno causato molti disagi, ma secondo me i giornalisti ci mettono sempre del loro a esagerare, influenzando inevitabilmente l’opinione pubblica. Vedi Roma per esempio, dove hanno dipinto un quadro della situazione apocalittico per pochi centimetri di neve. Alemanno poi sarà quel che sarà, ma anche lui avrà cercato di fare il possibile. D’accordo che qualcuno (nonostante le allerte) si è fatto trovare impreparato e qualche altro ha gestito l’emergenza in modo sbagliato, d’accordo anche che ci sono grandi uomini e grandi incapaci, però questa breve “era glaciale” mi ha fatto riflettere… Ho visto e sentito tanta gente lamentarsi (dal vivo, in tv e sui giornali); molti avranno avuto pure ragione, ma se tanti invece di lamentarsi che il proprio comune non toglie la neve qui e non mette il sale lì, avessero preso la pala e spalato qualche metro quadro davanti a casa, forse, magari, chissà… L’idea del “io pago e quindi tutto mi è dovuto” non so fino a che punto sia giusta e giustificabile. Credo che i Comuni impegnati in questa emergenza si siano tutti rimboccati le maniche e si siano dati da fare senza risparmio e senza voler avvantaggiare questo e lasciare sommerso quell’altro. Almeno lo voglio sperare. Così come spero sempre nella buona fede di tutti. Ed è per questo che voglio dedicare a tutti i sindaci e le amministrazioni d’Italia, al nostro sindaco attuale Giovannini, ai sindaci di Argile passati e futuri questa canzone…

 

 

FORCA

Un post-link che ho condiviso sta girando, con grande approvazione, su Facebook. Dice: “Se il carcere è facoltativo, la forca diventa necessaria.” E’ riferito alla sentenza della Cassazione riguardo lo stupro di gruppo (potete leggere l’articolo preso dal Carlino qui sotto). Ebbene, io sono da sempre favorevole alla pena di morte anche se so benissimo che è uno strumento pericolosissimo nelle mani degli uomini; sono anche d’accordo che chi commette reati debba avere la possibilità di essere perdonato e rieducato. Ma sono altrettanto convinto che ci sono criminali e criminali come c’è crimine e crimine… Ci sono esseri umani che non meritano pietà per gli “errori” che commettono. Quindi… a morte gli stupratori!

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MONDEMER

Cosa c’entra “Mondemer” (il mio ultimo libro fresco di stampa) con il blog Vivo Argile? C’enta eccome. Intanto faccio un po’ di pubblicità ai miei libri e alla CULtura, che non guasta mai; inoltre l’argomento trattato nel romanzo in questione riguarda tutti, perchè in questo mondo di sottosviluppo mentale e spirituale, nella mer… ci siamo tutti. In “Mondemer” cinque matti fuggono da un manicomio di Bologna per andare alla ricerca di un mondo-monte che inizialmente sembra solo una fantasia dell’Astronauta (un altro internato nel Centro di Igiene Mentale), ma man mano la storia prosegue si rivela reale e disseminato di ostacoli e pericoli mortali. Obiettivo di Jesus (il protagonista) e dei suoi compagni di ventura è raggiungere la cima del Mondemer per ottenere dai cinque saggi la Vulva Filosofale, il cui potere sconfinato può aprire orizzoni impensabili a chi la possiede.

Detto questo, cari amici, voglio farvi una confessione che farà storcere il naso ai miei denigratori e sorridere d’intesa i rari estimatori del Doc. Quando propongo un libro e noto disinteresse da parte di amici e compaesani in generale, ho la conferma di un mondo che si sta trasformando sempre più in un “mondemer”; non lo dico perchè penso di scrivere bene e trattare temi interessanti (comunque della prima dubito, della seconda sono abbastanza sicuro), lo dico perchè se fossi io dall’altra parte della barricata e un amico o compaesano mi proponesse un LIBRO, per quanto lontano dai miei gusti, sarei come minimo straincuriosito e a meno di non essere in bolletta dura mi impossesserei di quel piccolo tesoro; invece qui se ne fottono, i giovani, i meno giovani e i presunti appartenenti all’intellighenzia paesana (non si sentano presi in causa TUTTI). Dovreste vedere certe “deviazioni” che fanno tanti quando vedono la mia bancarella di libri: il terrore dipinge i loro volti… Da morir dal ridere. D’altra parte sono anch’io uno dei matti scappati alla ricerca della “luce vulvare” e probabilmente venir riconosciuto e apprezzato dai “normali” non farebbe che sminuire il mio lavoro e la mia vera o presunta intelligenza. Mi trovo meglio nei panni di un Don Chisciotte: combatto battaglie impossibili contro mulini a vento e mi va benissimo così. Però… quanta “mer” qui fuori!

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Per acquistare MONDEMER (135 pag. 12euro 10 euro, copertina del noto fumettista argilese Simone Cortesi) potete scrivere qui oppure rivolgervi al sottoscritto autore all’indirizzo moe974@alice.it, oppure telefonando al 328 3783357 o ancora contattandomi su Facebook. Per chi ha paura di essere contagiato dal virus della pazzia, può rivolgersi direttamente all’editore all’indirizzo www.ilfoglioletterario.it

A buon intenditor…

Fa piacere constatare che qualcosa si muove…

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Capodanno senza il botto. Sarà una notte di San Silvestro molto diversa dal solito per gli abitanti di Torino, Venezia, Milano e Bari. Perché in queste città i sindaci hanno già pubblicato delle ordinanze per vietare di esplodere i tradizionali botti di fine anno per le strade delle città. Vietati botti, fuochi d’artificio e perfino i petardi dei bambini. Vediamo i dettagli città per città.

 

 

BARI –Il sindaco di Bari Michele Emiliano giustifica il divieto per questioni di “sicurezza personale”. E la scelta è arrivata dopo un’insistente catena di Sant’Antonio via Facebook. L’ha ammesso lo stesso Emiliano: «A furor di popolo ho deciso di tutelare la sicurezza delle persone e di altri esseri viventi. Domattina firmerò il provvedimento». Il buon proposito, annunciato dal sindaco sempre su Facebook, in 40 minuti ha ricevuto 386 “mi piace” e 150 commenti, alcuni dei quali hanno mostrato scetticismo e chiesto al sindaco se nei confronti degli eventuali trasgressori saranno adottati provvedimenti. immediata la precisazione: «L’ordinanza antibotti», ha scritto Emiliano, «conterrà la disposizione a tutte le forze dell’ordine di riprendere con telecamere e macchine fotografiche i balconi dei quali partiranno i fuochi elevando le multe nei confronti dei proprietari e inquilino che autorizzeranno l’uso dei balconi per tale scopo. Le sanzioni ammonteranno a centinaia di euro e costituiranno reato penale».

 

 

TORINO E VENEZIA – A Torino, il sindaco Piero Fassino ha vietato di far esplodere botti per non spaventare cani e gatti (plauso degli animalisti, perplessità di tutti gli altri). Mentre a Venezia ci ha pensato il comandante dei vigili urbani a pubblicare un’ordinanza che vieta «comportamenti che possano turbare la tranquillità o compromettere la sicurezza dei cittadini in luoghi aperti». Plauso del sindaco Giorgio Orsoni. Non solo: sabato 31 dicembre e domenica 1 gennaio sarà proibito «usare o portare con sè materiale esplodente, accendere fuochi e far esplodere petardi e castagnole». E la multa è in agguato.

 

 

MILANO – Anche a Milano il sindaco Giuliano Pisapia potrebbe… confermare il divieto. Ma qui la colpa sarebbe addirittura lo smog. Dal 18 ottobre, infatti, è in vigore un’ordinanza secondo la quale, trascorsi i sette giorni di sforamenti dei livelli di Pm10, sono vietati «fuochi d’artificio, giochi pirici e pirotecnici, fumogeni, petardi e ogni strumento per l’emissione di fumo o gas visibile». Insomma, non solo le macchine si devono fermare, ma anche le feste di Capodanno…

(articolo scaricato da oggi.it)

Un Nobel a Argile?

Avete mai sentito parlare del Vicagon? No? Per forza, non leggete i libri del vostro compaesano Dottor Manser! Il Vicagon della casa farmaceutica Testa (il più venduto risulta il Vicagon-Testa 500mg) è un antidepressivo rivoluzionario creato per combattere in particolar modo il Morbo di Giacomo Kellerman, rara malattia che si manifesta con violenti attacchi epilettici in presenza di tutto ciò che è mediocre, brutto, ignorante e privo di sentimento. Ebbene, grazie alla ricerca del più grande luminare nel campo della psicologia minchiologica (il Doc appunto), oggi possiamo sperimentare una scoperta da premio Nobel. Cos’ha fatto di tanto speciale il Dottore? E’ riuscito a sintetizzare i principi attivi di un medicinale all’avanguardia come il Vicagon per trasformarli in un libro che, leggendolo, ha gli stessi effetti terapeutici del farmaco. Incredibile ma vero! Siamo praticamente all’alba di una nuova era, dove le medicine (in particolar modo gli psicofarmaci) verranno soppiantate dalla letteratura. Capisco il vostro scetticismo, ma prima di farvi un parere vi consiglierei di provare a leggere qualche opera ansiolitica del Dottor Manser… “Il Fardello” potrebbe essere un buon inizio, anche se non essendo ancora “farmacologicamente” perfezionato e testato solo sulle scimmie albine del Burundi non avrà gli stessi esiti curativi del prossimo libro che uscirà sicuramente nel 2012 e che dovrebbe intitolarsi “Mondemer”. Coraggio, non perdetevi le “pillole” del futuro Nobel per la Fame Chimica e richiedete subito i titoli del Dottore. Nelle peggiori librerie e… in farmacia!

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